martedì 16 aprile 2013

Mondello: la spiaggia dei palermitani




Mondello (in siciliano Munneddu), antico villaggio di pescatori che dista circa 10 km da Palermo, è la meta balneare preferita dai palermitani, attratti dalla magnifica spiaggia di sabbia fine e dal mare dai toni tropicali ma anche dalle splendide coste rocciose nella zona di Capo Gallo. La baia di Mondello è un'ampia insenatura racchiusa da monte Pellegrino ad est e da monte Gallo ad ovest.


Ristorante Charleston

Un tempo tranquillo paesino, oggi è un centro ricco di ristoranti, gelaterie e locali, preso d'assalto dai turisti e dai palermitani da marzo fino a settembre/ottobre. Per chi viene a Palermo è d’obbligo farsi una “passiata”(passeggiata) sul lungomare di mondello fino ad arrivare alla piazza di Mondello paese, dove potrete godere della più tipica cucina tradizionale, dal panino con panelle e cazzilli, alle arancine in tutte le sue varianti a un buon piatto di spaghetti con i ricci e per concludere degli ottimi gelati
Fondali sabbiosi

Fondali rocciosi: Capo Gallo

Mondello paese 

venerdì 12 aprile 2013

Lo sfincionello



Chi ciavuru! Tu u coluri c’ ha taliari! chisti sunnu cosi ra bella vieru! (che odore! Tu, il colore devi guardare, queste sono cose veramente belle!). Questa è  “l’abbanniata” (grido del venditore palermitano) che si ascolta percorrendo i vicoli e le strade del centro storico ma non solo. Lo Sfincionello  è la pizza siciliana piatto povero tipico delle feste natalizie a base di formaggio piccante (cacio cavallo) pomodoro acciughe e cipolla.
Possiamo cucinarlo insieme per scoprire i veri sapori dei nostri piatti più tipici. Se poi abbiamo un forno a legna il risultato è garantito.
Per  6 persone 
Per la pasta:
500 grammi di farina rimacinata (di grano duro)
500 grammi di farina 0 (ancora meglio farina manitoba)
mezzo litro di acqua tiepida
20 grammi lievito di birra
1 cucchiaio di zucchero
½ di bicchiere d’olio
20 grammi di sale

Per il condimento:
500 grammi di pomodoro pelato a pezzettoni
6 sarde salate (sciacquate dal sale oppure sarde sott’olio)
300 grammi caciocavallo
300 grammi caciocavallo semistagionato grattugiato a filetti
Sale q.b
origano
½ kg cipolle bianche

Procedimento per la pasta:
Mettere le farine setacciate sulla spianatoia e aggiungere il lievito sciolto nell’acqua tiepida e lo zucchero.
Aggiungere poca acqua tiepida, impastando con i pugni, finché il composto risulti abbastanza compatto. A questo punto cominciare ad aggiungere piccole dosi di sale sulla spianatoia assieme a poca acqua tiepida. Impastare, sempre con i pugni, aggiungendo poco per volta l’olio e rigirare la pasta su stessa fin quando non si ottiene un impasto morbido,  elastico e ben amalgamato. Quindi coprire l’impasto con un pled di lana e farlo lievitare, in luogo caldo per circa due ore (deve raddoppiare il volume).
Subito dopo aver riposto il composto a lievitare, preriscaldare il forno a 250/300 gradi.

Procedimento per il condimento:
Mettere i pelati  in un tegame e condirli con sale, pepe, olio, origano e, se volete, due cucchiaini di zucchero per togliere l’acidità del pomodoro, la cipolla a pezzi grossi e le acciughe. Far cuocere per almeno 30 minuti e a fine cottura (assicuratevi che la cipolla sia ben cotta) frullare grossolanamente il sugo.




Oliare la teglia, stendervi la pasta formando delle pizzette alte non ½ cm circa. Cospargervi sopra il caciocavallo fresco tagliato a fette e con un mestolo ricoprire lo sfincionello con il condimento preparato precedentemente. Spolverare con il caciocavallo grattugiato e infine con il pangrattato. Pressare leggermente con un cucchiaio in modo che il pangrattato assorba l’umido del condimento (e quindi non si bruci). Irrorare  con un filo d’olio e lasciare lievitare per almeno ½ ora, quindi infornare per circa venti minuti controllando le fasi di cottura.
Servire caldo spolverando con origano fresco. È  buonissimo anche tiepido o freddo.

martedì 9 aprile 2013

I Mercati storici






Tra le opere d’arte e i monumenti non si può fare a meno di visitare i coloratissimi e pittoreschi  mercati storici di Palermo. Passeggiare per i vicoletti e le stradine di questi mercati, ricchi di intensi odori provenienti dal cibo esposto nelle bancarelle o cotto per strada, accompagnati dai richiami dei venditori che in maniera moto colorita “abbanniano” (in dialetto palermitano gridano) cercando di attirare l’attenzione dei passanti, è sicuramente un’esperienza da non perdere. Questo è un vero spettacolo folkloristico, la musicalità delle abbaniate insieme all’inevitabile e sfiancante mercanteggiare tra il venditore e l’acquirente







Nei mercati storici, praticamente sempre aperti, da mattina presto a sera, si può acquistare di tutto ma soprattutto frutta, verdura, pesce e carne. Diciamo comunque che ogni palermitano che si rispetti, sa quale mercato scegliere in base a cosa deve comprare. Non si può quindi passare da Palermo e non fare un salto alla “VUCCIRIA” (che in dialetto palermitano vuol dire confusione) e che si trova nel cuore del centro storico di Palermo. La Vucciria è peraltro protagonista di un rinomatissimo dipinto  del grande pittore Renato Guttuso. Un altro mercato altrettanto variopinto è il “CAPO” vicino al tribunale, o ancora il mercato di “BALLARO” che parte dalla zona di Corso Tukory, nei pressi della Stazione centrale, e si dirama nella parte interna dell’antico centro storico di Palermo.

sabato 6 aprile 2013

Itinerari palermitani


Alla scoperta dei maggiori elementi caratteristici della cultura del territorio palermitano attraverso gli itinerari della Palermo classica e la visita dei nostri monumenti più belli, delle Chiese, Oratori, Basiliche, Santuari, Cappelle e Conventi .
 Palazzo Butera

Palazzo Chiaramonte

Palazzo dei Normanni

La Martorana

mercoledì 3 aprile 2013

La nostra cucina



Viviamo insieme e condividiamo le nostre tradizioni trascorrendo delle giornata sicuramente particolari magari seguendoci in cucina per poi degustare i piatti più tipici della nostra tradizione siciliana davanti un buon bicchiere di vino in un'atmosfera indimenticabile












la peperonata
  
zucca in agrodolce
le arancine
cardi fritti
rigatoni con zucchine e broccoletti
rigatoni alla matriciana
le "nfriulate"
gli sfincionelli
broccoli in pastella
le panelle
parfet di mandorle


la caponata






 

martedì 2 aprile 2013

Tagliatelle al pomodoro

http://3.bp.blogspot.com/-f4QFdhy9KVI/UUNpqWky51I/AAAAAAAAAP8/IUnyc5YIEao/s1600/DSCN0157.JPG
Anticamente le brave massaie preparavano quotidianamente la pasta fatta in casa nelle forme più varie, che ancora oggi resistono alla concorrenza delle infinite varietà di pasta industriale. Una pasta molto semplice da eseguire e dalla riuscita sicura è la TAGLIATELLA


ingredienti:

Gr. 500 di farina di grano duro, 
ml. 300 circa di acqua e sale q.b.

Poocedimento:
Versare la farina a fontana sulla spianatoia, incominciare a versare un po' di acqua fredda nella cavità centrale e impastare poca farina. Continuare a versare acqua e a raccogliere e impastare farina fino al suo esaurimento. Alla fine si deve ottenere un impasto liscio ed elastico. La farina non assorbe sempre la stessa quantità di acqua e quindi non è possibile precisare più di tanto la dose. Coprire con un telo la pasta e farla riposare per circa 30 minuti.

Quindi l'impasto è pronto per essere steso con un mattarello. La sfoglia va poi arrotolata e tagliata a striscie di circa 1 cm. 
 http://3.bp.blogspot.com/-TOFIkWXCF3g/UUNpmjpskBI/AAAAAAAAAP0/o2NKKLIDWcI/s1600/DSCN0112.JPG


Salsa di pomodoro  
2 kg pomodoro  1 kg cipolle bianche 
olio di oliva 
abbondante basilico, 
sale q.b. e un pizzico di zucchero                                                                                                                            

Procedimento:
Si fà cuocere, a fuoco lento, il pomodoro a pezi con la cipolla tagliata grossolanamente il basilico l'olio di oliva il sale e un pizzico di zucchero.  Dopo 30 minuti circa si passa con il passapomodoro e si rimette sul fuoco fino a raggiungere la giusta consistenza. A fine cottura aggiungere del basilico e olio crudo.